Codice di Condotta wp_17969080 Marzo 23, 2025

ALL. 1 CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI DISCRIMINAZIONE

ALL. 1 CODICE DI CONDOTTA A TUTELA DEI MINORI E PER  LA PREVENZIONE DELLE MOLESTIE, DELLA VIOLENZA DI  GENERE E DI OGNI ALTRA CONDIZIONE DI  

DISCRIMINAZIONE 

Art. 1 – SCOPO 

Il Codice rappresenta un documento ufficiale che raccoglie i principi, le regole etiche e le  regole morali che devono guidare scelte e comportamenti quotidiani e a cui tutti i soggetti  aderenti al Sodalizio devono uniformarsi, nell’ottica di una sana convivenza civile che  metta al centro la persona. 

Art. 2 – DESTINATARI 

Il Codice è rivolto ai seguenti soggetti: 

  • organo amministrativo, dirigenti, tecnici, istruttori, collaboratori, consulenti esterni e  ogni altro soggetto che agisca nell’interesse del Sodalizio; 
  • associati e tesserati anche minori; 
  • genitori e/o tutori e/o coloro che esercitano che responsabilità genitoriale. 

Tutti, nell’ambito delle specifiche attività, devono uniformare la propria condotta al pieno  rispetto dei principi di lealtà, onestà, imparzialità, integrità morale ed equità evitando  comportamenti atti a incidere negativamente sui rapporti interni che devono essere  improntati all’osservanza dei principi di civile convivenza nel rispetto reciproco e  garantendo il rispetto dei diritti e delle libertà delle persone. 

Il Codice è portato a conoscenza di tutti i soggetti, indipendentemente dalla qualifica. Art. 3 – NORME DI CONDOTTA GENERALI 

I Tesserati, i soci e chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva  devono: 

  • adottare condotte non discriminatorie, evitando qualsiasi atteggiamento  inappropriato fondato su razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua,  religione, opinione politica o di altra natura, nazione o origine sociale, disponibilità  economica, nascita o di altra natura; 
  • astenersi dall’adottare condotte quali: colpire, assalire fisicamente o abusare  fisicamente o psicologicamente un’altra persona; 
  • evitare atteggiamenti nei confronti di altri che – anche sotto il profilo psicologico – possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale; • agire con comportamenti che siano di esempio positivo, specialmente per i minori; • astenersi dal porre in essere relazioni con minori che possano essere in qualche  modo considerate di natura sessuale, sfruttamento, maltrattamento o abuso; • usare un linguaggio consono, evitando suggerimenti o consigli, offensivi o abusivi; • comportarsi in maniera consona rispetto al ruolo svolto evitando condotte  inappropriata o sessualmente provocante; 
  • astenersi dallo stabilire o intrattenere contatti con minori associati/tesserati  utilizzando strumenti di comunicazione online personali (email, chat, social network,  etc.) che esulino da quelli strettamente funzionali all’attività istituzionale;
  • perseguire il rispetto dei principi indicati nel presente documento, evitando di  tollerare o partecipare a comportamenti di altri soggetti che siano illegali, o abusivi o  che mettano a rischio la loro sicurezza; 
  • astenersi dall’organizzare momenti conviviali non istituzionali con atleti minorenni,  salvo il consenso dell’esercente la responsabilità genitoriale; 
  • agire in modo da tutelare la sfera emotiva del minore, evitando di assumere  comportamenti che possano far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare gli  altri, o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo; 
  • evitare di discriminare, trattare in modo differente o favorire alcuni soggetti  escludendone altri. 

Art. 4 – DOVERI E OBBLIGHI DEL SODALIZIO 

Il Sodalizio si obbliga:  

  1. a) al rispetto dei diritti dei tesserati; 
  2. b) alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo per tutti i tesserati; c) all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana; d) alla rimozione degli ostacoli che impediscano l’espressione delle potenzialità degli  

atleti o la realizzazione di un ambiente sportivo sano, sicuro e inclusivo; e) alla prevenzione concreta dei rischi di abuso, violenza e discriminazione, in  particolare se minori;  

  1. f) a garantire la rappresentanza paritaria di genere, nel rispetto della normativa  applicabile e delle specificità di ogni disciplina sportiva; 
  2. g) al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;  
  3. h) a garantire la piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine a propri diritti,  doveri, obblighi, responsabilità e tutele; 
  4. i) alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità,  l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti dei tesserati, in particolare se minori; j) alla valorizzazione delle diversità; 
  5. k) alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore; l) alla promozione da parte di dirigenti e tecnici al benessere dell’atleta; m) alla effettiva partecipazione di tutti i tesserati all’attività sportiva secondo le  rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità; 
  6. n) alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione; o) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la promozione del benessere  dell’atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psico-fisico dello stesso  secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità; 
  7. p) alla rimozione degli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’atleta alle  attività, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di  genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione  patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.

Art. 5 – DIRITTI DEI TESSERATI 

Diritto fondamentale dei tesserati è quello di essere trattati con rispetto e dignità, nonché  di essere tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra  condizione di discriminazione, prevista dal decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198,  indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere,  orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di  nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Il diritto alla salute e al benessere psico 

fisico dei tesserati costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto al  risultato sportivo. Chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva è  tenuto a rispettare i predetti diritti dei tesserati. 

Art. 6 – DOVERI E OBBLIGHI DEI TESSERATI 

I tesserati hanno i seguenti doveri e obblighi:  

  1. a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività  connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al  rispetto nei confronti degli altri tesserati; 
  2. b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo,  anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo; 
  3. c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a  mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo; 
  4. d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana,  supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi; 
  5. e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito  personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali  dell’attività sportiva; 
  6. f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità  genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati; g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di  una comunicazione sana, efficace e costruttiva; 
  7. h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o  aggressivi; 
  8. i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione  di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);  
  9. j) segnalare senza indugio al Responsabile nominato dal Sodalizio situazioni, anche  potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

Vers0_11/09/2024 Allegato 1 – CODICE di CONDOTTA Pag. 3 a 8 

Art. 7 – DOVERI E OBBLIGHI DI DIRIGENTI SPORTIVI E TECNICI 

I Dirigenti Sportivi e Tecnici hanno i seguenti doveri e obblighi: 

  1. a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione; b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia,  potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori; 
  2. c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se  minori; 
  3. d) evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori; e) promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione,  prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione,  uno stato di soggezione, pericolo o timore; 
  4. f) astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore; 
  5. g) porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire  situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro  cura ovvero loro delegati; 
  6. h) comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi,  illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo  nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è  affidata la loro cura ovvero loro delegati; 
  7. i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche  mediante social network; 
  8. j) interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si  riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta,  attivando il Responsabile; 
  9. k) impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione  e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo; 
  10. l) segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro  affidati; 
  11. m) dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse; 
  12. n) sostenere i valori del sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati  per alterare le prestazioni sportive dei tesserati; 
  13. o) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding,  sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni,  nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito  sportivo; 
  14. p) astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei  tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti  cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati; 
  15. q) segnalare senza indugio al Responsabile nominato dal Sodalizio nonché al  Safeguarding Office della FCI, rischi anche potenziali, che espongano i tesserati a  pregiudizio, pericolo, timore o disagio. 

Art. 8 – DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI 

Gli atleti hanno i seguenti doveri e obblighi: 

  1. a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno  reciproco; 
  2. b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito  di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di  raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la  responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente  confrontandosi con gli altri atleti; 
  3. c) comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che  riguardino sé o altri; 
  4. d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante  manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti; e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in  generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive; 
  5. f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici; g) mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto  comunque coinvolto nelle attività sportive; 
  6. h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai  soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati; 
  7. i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in  occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni; j) astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima  ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la  responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro  delegati, nonché al Responsabile nominato dal Sodalizio. 

Art. 9 – DOVERE DI SEGNALAZIONE 

Tutti i Destinatari del presente documento devono essere vigili nell’identificare situazioni  che possano comportare rischi per gli altri e devono riportare ogni preoccupazione,  sospetto o certezza circa un possibile abuso, maltrattamento, violenza o discriminazione verso altri al Responsabile nominato dal Sodalizio nonché al Safeguarding Office della FCI  attraverso l’indirizzo email safeguardingofficefci@federciclismo.it (Rif. Allegato 3). La documentazione e le informazioni acquisite nell’ambito delle attività di segnalazione  sono accessibili esclusivamente al Responsabile nominato dal Sodalizio e al Safeguarding  Office della FCI.  

Il supporto (cartaceo, digitale) contenente il materiale di cui sopra, rimane opportunamente  custodito nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. 

Art. 10 – FATTISPECIE DI ABUSO, VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE 

Le fattispecie di abuso, violenza e discriminazione possono individuarsi in: a) l’abuso psicologico; 

  1. b) l’abuso fisico; 
  2. c) la molestia sessuale; 
  3. d) l’abuso sessuale; 
  4. e) la negligenza; 
  5. f) l’incuria; 
  6. g) l’abuso di matrice religiosa; 
  7. h) il bullismo, il cyberbullismo: 
  8. i) i comportamenti discriminatori. 

A fini di quanto precede, si intendono: 

  1. a) per “abuso psicologico”, qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di  rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento  che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da  intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato  attraverso l’utilizzo di strumenti digitali; 
  2. b) per “abuso fisico”, qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni,  percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso  reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute,  un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto  da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere  nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva)  un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento  inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad  allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso  improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito  rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di  sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
  3. c) per “molestia sessuale”, qualunque atto o comportamento indesiderato e non  gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una  grave noia, fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere  nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o  allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi  connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di  comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o  umiliante; 
  4. d) per “abuso sessuale”, qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione  sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui  consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel  costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o  indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati; 
  5. e) per “negligenza”, il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato,  anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza  di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente  documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga  causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche  nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici  e/o psicologici del tesserato; 
  6. f) per “incuria”, la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico,  medico, educativo ed emotivo; 
  7. g) per “abuso di matrice religiosa”, l’impedimento, il condizionamento o la limitazione  del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in  privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume; 
  8. h) per “bullismo, cyberbullismo”, qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo  che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente,  attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata,  sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo  di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in  comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o  turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura,  esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico,  minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie  infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti  dalla vittima).  
  9. i) per “comportamenti discriminatori”, qualsiasi comportamento finalizzato a  conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche,  genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione,  convinzioni personali,

I soggetti che pongano in essere i comportamenti violativi del Codice di condotta saranno  sottoposti al procedimento sanzionatorio nell’ambito del Sodalizio, ai sensi delle norme  dello relativo statuto. 

Ove la prosecuzione dell’attività nel contesto del Sodalizio possa arrecare pregiudizio ai  Tesserati e/o alle Tesserate, potrà disporsi la sospensione cautelare dalle attività sportive  in attesa della definizione del procedimento endosocietario/endoassociativo. 

Dell’avvio del procedimento sanzionatorio nonché dell’esito dello stesso dovrà essere data tempestiva notizia al Responsabile nominato dal Sodalizio e al Safeguarding Office della  FCI. 

I componenti degli organi e degli uffici del Sodalizio coinvolti nell’espletamento delle  procedure di cui al presente paragrafo assumono l’onere di riservatezza. 

Restano salve le azioni e i provvedimenti del Safeguarding Office della FCI, della Procura  Federale e degli Organi di Giustizia Federali.

 

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